Batteria radioattiva diamante

Nel campo delle energie pulite una nota università, quella di Bristol, ha recentemente presentato un’analisi molto particolare e interessante: la diamond battery. Da come è possibile intuire dal nome, la scoperta si concentra su un diamante e su una batteria.

La ricerca di questo gruppo di studenti parte da un diamante artificiale prodotto dalla stessa università per cercare di produrre energia se a contatto con un materiale radioattivo. Ecco maggiori dettagli.

Diamante e batteria: ecco una scoperta sensazionale da un gruppo di ricercatori

Per questo esperimento i ricercatori hanno utilizzato il Nickel 63 e cercano di realizzare l’efficienza del dispositivo utilizzando il Carbonio 14.

I ricercatori inseriscono il nucleo Carbonio 14 dentro il diamante tramite una capsula generando energia come una vera e propria batteria. Ovviamente non si tratta di una batteria del tutto potente, ma sicuramente di lunga durata. Secondo le ricerche, infatti, ha un tempo di durata di 5.730 anni e la potenza non si esaurisce, ma dimezza.

Comunque sia, i ricercatori non hanno pensato soltanto di utilizzare questo materiale per la potenza, ma per un altro e importante vantaggio: riutilizzare quelle scorte radioattive che non si possono smaltire efficacemente. Il carbonio 14, infatti, emette delle radiazioni a breve raggio (dannose per il corpo umano solo con il contatto diretto), che possono essere assorbite da qualunque materiale solido rendendo, così, il diamante una difesa più che sicura vista la durezza del materiale.

Il possibile utilizzo

Secondo i ricercatori, questa scoperta può essere adottata in diversi campi in cui è necessario possedere una continua energia come ad esempio i pacemaker. Potrebbe essere utile in campi dell’ingegneria aerospaziale nei satelliti e navette spaziali varie.