incendio chernobyl

L’area radioattiva più famosa al mondo continua a far parlare di sé anche dopo 34 anni dal disastro nucleare, e succede per colpa di un clamoroso incendio che ha devastato la foresta intorno alla centrale di Chernobyl. Purtroppo la regione boschiva appartiene alla zona interna al raggio in cui le radiazioni sono ancora molto forti, e per questo dopo lo spegnimento del rogo si sono registrati picchi 16 volte superiori alla norma.

A darci prova del disastro ambientale è stato lo stesso Yegor Firsov, capo del servizio di ispezione ecologica ucraino, il quale ha postato delle immagini in cui inquadra un contatore Geiger che segna valori di 0,14 e poi 2,3, ovvero 16 volte superiori al normale. “Ci sono cattive notizie, le radiazioni sono al di sopra della norma“, il suo commento.

 

Chernobyl: radiazioni in aumento, l’incubo è tornato con un incendio

Le autorità sostengono che il rogo è di origine dolosa e ha bruciato oltre 20 ettari di foresta intorno alla centrale a circa 100 km a Nord della capitale Kiev. Ci sono voluti imponenti misure per contenerne la forza, tanto che l’incendio non è stato spento prima di 24 ore e solo dopo avervi riversato più di 50 tonnellate di acqua.

Ma se pensate che tutto sommato è stato un evento raro, in realtà le autorità locali riferiscono che incendi nelle zone boschive si verificano ciclicamente intorno la centrale di Chernobyl . Infatti, gli abitanti nelle zone sicure dalle radiazioni ricordano quello accaduto nel 2018, quando le autorità rilasciarono frettolosamente dichiarazioni rassicuranti per la salute umana di chi vive nei pressi della centrale nucleare.

Ricordiamo che il reattore di Chernobyl esplose il 26 aprile 1986, e per 2.000 Km quadrati tutto fu ricoperto da una cappa grigia di evacuazione e morte che però si propagò per mezza Europa. Nonostante l’esplosione del 4° reattore, la centrale rimase in funzione fino al 2000, e nel 2004 fu finalmente installato un gigantesco scudo protettivo sul quarto reattore per limitare drasticamente le millenarie emissioni radioattive. La centrale della morte è tornata alla ribalta nel 2019 grazie all’omonima serie tv di Sky, cosa che generò un incredibile flusso di turismo in un’area interdetta alla vita.