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Il Governo al momento non vuole introdurre nessuna tassa per far fronte all’emergenza anzi, al momento li sta chiedendo per davvero non ai cittadini italiani, ma all’Europa premendo per l’istituzione dei cosiddetti Coronabond. Logicamente nel caso di un futuro prelievo forzato nei prossimi anni per altre emergenze ci sono dei trucchi per evitarlo. Studiamo insieme una delle tante soluzioni.

Una soluzione immediata e che non da scampo ai risparmi dei più danarosi i quali, tuttavia, potrebbero essere ancora in tempo per evitare l’applicazione di questa fastidiosa tassa. In proposito una soluzione potrebbe essere quella di convertire il proprio capitale in Titoli di Stato cosicché il Governo non abbia possibilità di prelevare denaro perché immobilizzato. Di fatto esistono tanti tipi di titoli statali, tutti piuttosto sicuri anche se con caratteristiche diverse.

Quali sono i Titoli Di Stato su cui investire?

Tra i Titoli di Stato ci sono quelli senza cedola: si tratta cioè di titoli che non corrispondono interessi periodici ed il cui rendimento consiste solo nel relativo rimborso alla loro scadenza per un importo superiore a quello pagato al momento dell’acquisto. Sono Titoli senza cedola i BOT ed i CTZ. Diversi per scadenza ( i BOT hanno una durata massima di 12 mesi, mentre per i CTZ è superiore il tempo d’investimento)  sono i titoli maggiormente amati dagli italiani. Sono acquistabili in Borsa sul Mercato MOT e alla loro scadenza si guadagnano 100 centesimi ciascuno. Chiaramente il guadagno è proporzionale a quanto si è pagato ogni singolo titolo. 

I Titoli di Stato con cedola, come i CCT (Certificati di credito del tesoro) e BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), sono invece investimenti con scadenze più lunghe che corrispondono interessi semestrali. La durata supera quindi i 12 mesi e per i BTP può arrivare fino ai 30 anni. Chiaramente il guadagno dipende dai tassi sul mercato, per cui tanto sono più alti, quanto più ricche sono le cedole incassate. Proprio la differenza tra il prezzo di acquisto e l’incasso proveniente dalle cedole costituisce il ricavato dell’investimento.

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