Per contrastare l’epidemia e verificare che le restrizioni imposte dal governo siano rispettate, l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) ha autorizzato l’impiego dei droni. La necessità di contenere i contagi e le difficoltà della Polizia Locale di vigilare costantemente su tutto il territorio ha reso necessario l’utilizzo di nuovi strumenti, già impiegati altrove. Infatti l’uso dei droni per verificare gli spostamenti dei cittadini è stato reso operativo sia in Francia che in Belgio da diversi giorni.

Nella nota che l’Enac ha inviato al Ministero dell’Interno, dei Trasporti e della Giustizia si autorizza l’impiego di aeromobili con pilotaggio remoto inferiori ai 25 kg che la Polizia Locale potrà utilizzare per monitorare la popolazione. L’impiego dei droni naturalmente sarà affiancato a tutti gli strumenti di identificazione già in uso dai comandi di polizia.

 

L’Enac stabilisce nuove misure per l’impiego dei droni durante l’emergenza Covid 19.

 

Le operazioni che coinvolgono i droni dovranno essere effettuate solo fino a quando sia possibile pilotarli a vista. In gergo, con Visual Line of Sight ci si riferisce proprio al fatto che il pilotaggio dei droni è consentito fino a che risulta possibile mantenere il contatto visivo dell’aeromobile. In questa particolare situazione, l’Enac ha poi stabilito alcune deroghe sul regolamento che prevede l’impiego dei droni solo in alcune aree. Così al momento essi potranno essere utilizzati sia su aree urbane dove ad oggi dovrebbero esserci pochi cittadini presenti, sia nelle zone aeroportuali.

In particolare si autorizza l’uso dei droni per i fini dell’emergenza Covid 19, in tutte le aree prossime agli aeroporti civili, senza poter superare una quota pari ai 15 metri di altezza. Onde evitare problemi con il traffico aereo sarà compito dell’Enac comunicare alla torre di controllo la presenza del drone nel rispetto dei voli già programmati.

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