Il decreto dello scorso 16 marzo ha stabilito una serie di novità a sostegno delle famiglie italiane e tra queste la possibilità di sospendere il mutuo sulla prima casa. Una sospensione che è stata estesa oltre che ai lavoratori dipendenti momentaneamente inattivi a causa dell’epidemia, anche alle categorie di liberi professionisti e autonomi.

Per poter accedere ai benefici del Fondo di solidarietà per i mutui, occorre tuttavia essere in possesso di alcuni requisiti. In primis bisogna poter dimostrare di vivere in difficoltà causate dalle restrizioni imposte a causa della pandemia e che questo disagio incide sul reddito familiare. Il tutto tenendo presente che la sospensione del mutuo non può superare i 18 mesi e deve necessariamente far riferimento alla prima casa.

 

Ecco i requisiti necessari per chiedere la sospensione del mutuo sulla prima casa.

 

Per accedere al Fondo di solidarietà per i mutui occorre innanzitutto palesare le reali difficoltà economiche comportate dall’epidemia. La perdita del lavoro, la sospensione o la riduzione dell’orario per almeno un mese connesse alle restrizioni dell’emergenza, sono requisiti primari. Nel caso di autonomi, occorre invece dimostrare che il fatturato conseguito dal 21 febbraio alla data della richiesta di sospensione, si sia ridotto del 33%. Un dato che il libero professionista può anche autocertificare, purché nel rispetto dei requisiti richiesti. In caso contrario si dovrà rispondere al reato di falsa dichiarazione.

Casi estremi ma contemplati nella facoltà di sospensione dei mutui, la morte del lavoratore o l’interdizione al lavoro per sopraggiunta invalidità non inferiore all’80%. La richiesta potrà essere fatta direttamente alla banca compilando un modulo fornito a breve dalla Consap (Concessionaria Servizi Assicurativi pubblici S.p.a.). La stessa Consap, dopo una prima scrematura eseguita dalla banca sulla documentazione fornita dal titolare del mutuo, avrà l’ultima parola sulla sospensione o meno di esso.