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La pandemia da Coronavirus non ha solo messo a dura prova le strutture sanitarie nazionali, ma potrebbe dare il colpo di grazia all’intero settore economico. Per quanto con il decreto “Cura Italia” il Governo stia tentando di sostenere le famiglie italiani, sono tanti i dubbi e le incertezze sul futuro del Paese.

La chiusura di tantissime attività, piccole e grandi fa temere al peggio e quello che preoccupa soprattutto i risparmiatori è di non avere sufficiente liquidità per affrontare il periodo che verrà. Ciò che ci si chiede è se i soldi custoditi in banca siano al sicuro o se al contrario sarebbe bene affrettarsi a prelevarli viste anche le ultime voci di corridoio che ipotizzano persino la chiusura di quei pochi negozi rimasti aperti.

 

Cosa preoccupa i risparmiatori italiani

 

La pandemia da Coronavirus ha avuto come primo riflesso economico il crollo della borsa. I correntisti hanno percepito il ribasso dei titoli come una situazione di pericolo dei propri risparmi, dove il terremoto monetario ha messo in discussione persino l’affidabilità dei conti in banca. A questo va ad aggiungersi l’ipotesi non ancora confermata della chiusura di ulteriori negozi. Ciò significherebbe arrivare alla consegna a domicilio anche dei generi di prima necessità che andrebbero pagati in contanti. Il timore è che questa molteplicità di fattori possa scatenare la corsa al prelievo di massa, dettata da una paura tuttavia non fondata.

Per quanto riguarda gli istituti di credito esiste a tutela del risparmiatore il Fondo interbancario di tutela dei depositi che dal 1987 si fa garante di una somma fino ai 100 mila euro per correntista. Ciò significa che anche in caso di fallimento del proprio istituto di credito fino a quella cifra non c’è nulla da temere, conservando integralmente il diritto alla liquidità salvo si sia scelto di vincolare i risparmi in azioni.