truffa via sim

Da quando le SIM card hanno acquisito determinati status per la verifica delle identità digitali, ora gli hacker le prendono di mira al pari di carte di credito e conti bancari online. Nei nostri smartphone ci sono delle schede che non servono più solo a telefonare ma anche per autorizzare pagamenti e bonifici bancari.

Parliamo dunque del fenomeno del cosiddetto “Sim Swap” che consiste nella clonazione della scheda telefonica per sfruttare le procedure di autenticazione a due fattori. Sistema che ormai è in uso nella quasi totalità dei rapporti di home banking ma che, nel caso vi clonassero la SIM, sarebbe un dispositivo di sicurezza inutile.

 

Truffa via Sim: un uomo derubato in poche ore dei risparmi di una vita

Per capire la portata di questa truffa via SIM, riportiamo il caso di un uomo di San Francisco che alla CNN ha raccontato di essere stato derubato in poche ore di tutti i risparmi di una vita. Il suo calvario cominciò nel 2018 quando ricevette sullo smartphone una richiesta di prelievo da una delle sue banche. Ma se subito non vi ha dato peso, nonostante si fosse accorto che il suo telefono non avesse più rete, la sua disattenzione gli è costata oltre un milione di dollari.

La SIM di della vittima chiamata Robert Ross è stata clonata, e attraverso il suo numero telefonico l’hacker è riuscito ad accedere alla posta elettronica e al conto bancario. Le chiavi di accesso sono state ottenute dal criminale direttamente dal provider telefonico fingendosi il titolare dell’abbonamento.

Nell’ultimo anno la truffa via SIM Swap è aumentata esponenzialmente, ma spesso non ci sono colpevoli da imputare. Nemmeno banche e compagnie telefoniche che hanno concesso i dati sensibili all’hacker. Quindi fate attenzione.