La tecnologia ci rende tutti più vicini, ma anche più soli. L’abuso dei Social – che paradossalmente hanno l’obiettivo di estendere e rafforzare la nostra cerchia di amicizie – ed i ritmi sempre più frenetici della vita odierna, hanno portato molte persone ad isolarsi.

Contro la solitudine e l’isolamento sociale si scaglia Nextdoor, il Facebook dei quartieri. Per chi non lo sapesse, Nextdoor è un nuovo Social pensato per mettere in contatto gli utenti che vivono in uno stesso quartiere. Per tale motivo, a tutti gli iscritti viene richiesto di verificare il proprio indirizzo e la propria identità, così da garantire la sicurezza degli utenti e preservare l’app da uno scorretto utilizzo. Grazie a Nextdoor, gli utenti hanno la possibilità di conoscere i propri vicini, organizzare delle attività, chiedere informazioni, ritrovare un oggetto smarrito, vendere prodotti usati e tante altre cose che si potrebbero fare con il vicinato.

Nextdoor e “La mia porta è aperta”, l’iniziativa per combattere la solitudine a partire dal vicinato

Nextdoor ha lanciato la campagna di sensibilizzazione La mia porta è aperta, con la quale intende spingere i vicini di casa a trovare una soluzione alla solitudine a partire dal conoscere e stringere legami con chi ci abita accanto.

Naturalmente – afferma Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l’Italia – il primo passo per conoscersi è quello di incontrarsi con i propri vicini ad esempio per un caffè o un aperitivo. Come ha dimostrato l’indagine che abbiamo condotto è emerso che a partire dal lancio dell’iniziativa queste due parole sono state menzionate, in poco tempo, più di 1.400 volte”.

Ci sono stati casi in cui qualcuno è stato in grado di coinvolgere molte persone, come quello di Chiara, che dopo aver creato un club del libro attraverso l’app, ha organizzato un aperitivo contro la solitudine aperto a tutti, a prescindere dall’età. O ancora il caso di Sandra, che è riuscita ad organizzare una cena con dieci persone; e quello di alcuni abitanti del quartiere di Bruzzano a Milano, che sono riusciti ad organizzare una raccolta alimentare per i più bisognosi.

Grazie a questa iniziativa, Netxdoor ha permesso di abbattere quei muri che possono indurre le persone a soffrire di solitudine, fungendo come un vero e proprio aggregatore sociale. Gli utenti italiani, poi, hanno dimostrato una grande sensibilità e raccolto una quantità di adesioni assai maggiore rispetto a quelle raggiunte da altri Paesi. Intanto, vi lasciamo alle parole di Ilaria Merici, psicologa e psicoterapeuta dello Studio Porta Nuova a Milano, a proposito dell’importanza di contrastare la solitudine.

La solitudine è diventata sempre più esito di insane dinamiche relazionali. È un fattore sociale così pervasivo da aver abbattuto i muri dell’età: molti pazienti lamentano di sentirsi soli, di non avere nessuno che dimostri affetto, di non sapere in compagnia di chi svolgere alcune attività. Al di là della tecnologia, che distrae e allontana lo sguardo dalla realtà, mi sembra più importante recuperare la capacità di provare empatia: se sono in grado di sentire ciò che prova un altro, riesco a riconoscere lo stesso stato d’animo dentro di me.

Il circolo relazionale porta a osservare gli sguardi, notare un tono di voce, interpretare la chiusura che arriva anche dalla postura e dall’andatura. Viviamo ormai in una società che accetta il no per rispetto, per non invadere, ma ci sono persone che non aspettano altro che qualcuno insista, che vada oltre quel rifiuto per sentirsi visti e accolti e inclusi. Impariamo a non mollare, a partecipare, a invitare, a organizzare attività anche con estranei.

Uno sconosciuto è tale finché non sono disposto ad aprirmi e farmi conoscere. Rompiamo gli schemi dell’abitudine per coltivare rapporti sociali reali, regalare un sorriso, tendere una mano, fare un invito, proporre un’attività: dall’altra parte c’è qualcuno a cui cambiare la giornata”.