partita iva 2020

Si preannuncia un periodo molto cupo per chi è titolare di una partita IVA in Italia, poiché le tasse saranno più alte e saranno imposti nuovi vincoli alla convenienza del regime forfettario. Tuttavia, alla lettura delle possibili modifiche contenute nella Manovra Fiscale, chi aprirà nuove partite IVA saranno in pochi, mentre al contrario commercianti e professionisti potrebbe scegliere di chiuderla per non affogare nei debiti.

Infatti gli esperti stimano che 10 mila utenti rischiano di chiudere il loro rapporto da lavoratori autonomi o imprenditori se il Governo confermerà quanto trapelato dal testo in discussione alla Camera. Sembra infatti che ci sarà un giro di vite a chi opterà per il regime forfettario, modalità di tassazione che se nel 2019 era sfruttata ampiamente ora potrebbe essere un’arma a doppio taglio.

 

Partita IVA: perché gli italiani le stanno chiudendo

Il testo della Manovra in delibera in pratica introduce due forti limitazioni all’accesso al regime forfettario. Sono esclusi dal regime tutti quei professionisti che:

  1. hanno speso più di 20 mila euro lordi per retribuire il personale dipendente;
  2. hanno percepito più di 30 mila euro da redditi da lavoro dipendente o assimilato.

Una decisione che per molti lavoratori italiani significherà chiudere il proprio rapporto con il Fisco, tanto che le stime di quest’anno sulle aperture di partite sono decisamente al ribasso per qualsiasi fascia di età contributiva.

Stime effettuate dall’Osservatorio Statistico del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ente che attraverso il presidente Marina Calderone ha dichiarato:”È da diversi anni che annotiamo provvedimenti normativi non mirati a incentivare il lavoro autonomo. Quest’anno in particolare le modifiche al regime delle compensazioni e a quello della responsabilità solidale negli appalti rischiano di creare realmente un distacco con il sistema produttivo. Confidiamo che il percorso parlamentare possa migliorare queste norme, che peraltro si aggiungono ad un quadro normativo complessivo non certo favorevole a chi vuole fare impresa. Alle difficoltà che si incontrano con l’assenza di infrastrutture adeguate e con un sistema bancario non sempre vicino agli imprenditori si aggiungono anche alcune norme fiscali che penalizzano i contribuenti onesti“.