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Gli smartphone continuano a sollevare dubbi in merito alle radiazioni che rilasciano, dato che ancora nessuno studio ha rilevato risultati concreti. Purtroppo, questi dubbi esistono già dalla prima generazione di telefoni cellulari sviluppati negli anni ’80, ma ad oggi sono molto di più per via dell’’utilizzo che se ne fa.

Difatti, gli smartphone sono parte integrante della quotidianità di gran parte dei consumatori e difficilmente qualcuno esce di casa senza portare dietro il proprio device. È importante, però, per tantissime persone sapere se esiste o meno una reale nocività per il corpo umano.

Smartphone, radiazioni e ancora dubbi: ecco cosa dice la scienza in merito

Tantissime sono le persone preoccupate per questa tecnologia all’avanguardia, ma come anticipato precedentemente a preoccupare maggiormente è la piega che stanno prendendo gli smartphone e il loro utilizzo. Purtroppo, però, gli studi scientifici condotti non aiutano affatto dato che fino ad oggi non ci sono risultati concreti.

L’unico valore a cui aggrapparsi momentaneamente è il Valore SAR che indica quante onde elettromagnetiche riesce ad assorbire il corpo umano quando è esposto ad un campo elettromagnetico come uno smartphone. Questo valore, infatti, varia secondo il modello dello smartphone e verificarne la pericolosità è l’Ufficio Federale Tedesco per la Protezione delle Radiazioni che ha il compito di aggiornare una lista ufficiale inserendo ogni smartphone e il rispetto valore SAR.

Ad impossessarsi dei dati di questa lista è Statista decidendo di pubblicarli per dare ai consumatori qualche informazione in più sul loro smartphone. Difatti, secondo la lista pubblicata il modello maggiormente pericoloso è lo Xiaomi Mi A1 poiché presenta un valore SAR di 1.75, a seguire c’è il OnePlus 5T con 1.68, il successivo è l’ASUS ZenFone con 1.57 e infine il Google Pixel 3XL con 1.39.