batterie smartphone

Ancora nel 2020 sono pochissimi gli smartphone che possono vantare una batteria infinita frutto di una perfetta sinergia con un sistema ottimizzato che non consumi troppo. Gli accumulatori nei nostri device mediamente continuano a durare troppo poco, e spesso ci troviamo a dover girare con il caricabatterie in tasca a usarlo anche due volte al giorno.

Ma uno straordinario studio effettuato dai ricercatori delle Università americane Michigan e Cornel ci restituisce un po’ di speranza nel futuro, poiché hanno sviluppato un materiale che permette ai processori negli smartphone di consumare molta meno energia del solito. Infatti, se un device soffre di autonomia limitata non è detto che sia tutta colpa di un accumulatore insufficiente. Al contrario è probabile che tutte le componenti all’interno della scocca consumino più energia del dovuto.

 

Batteria smartphone: in futuro le ricaricheremo solo 4 volte l’anno

Le architetture dei processori sono costruite su semiconduttori che consumano molta energia, mentre gli scienziati accademici statunitensi hanno messo a punto una tecnologia che supera questo limite nei materiali utilizzati.

Nei laboratori delle due università è stato infatti sviluppato un materiale per costruire i Chipset chiamato “composto multiferroico magnelettronico“. Un sistema che consente ai processori di consumare fino a 100 volte in meno energia rispetto ai chipset tradizionali. Il segreto è nella trasmissione dei dati, per cui il nuovo composto utilizzerebbe pochissima energia per trasmettere in codice binario le informazioni.

L’importanza dell’applicazione massiva di questa tecnologia si tradurrebbe in una rivoluzione nel settore degli smartphone, un device che stava per arrivare al limite fisico delle prestazioni per colpa di uno sbilanciamento tra Soc e potenza della batteria. Molto presto potremmo quindi sperimentare i primi telefoni dotati di una batteria che si scarica solo una volta…ogni tre mesi!