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Da quanto è emerso nella Legge di Bilancio 2020, a partire dall’anno corrente, sarà più difficile godere della tassazione al 15% per tutti coloro che godono delle partite IVA con il regime forfettario. Rimane lo stesso tetto massimo da raggiungere (come il limite dei 65.000 Euro annui di fatturato), ma ci sono nuove limitazioni.

Per esempio adesso non si potranno più sostenere spese superiori ai 20.000 Euro (lordi) per il lavoro accessorio o per pagare l’ausilio di un dipendente o un collaboratore. Se si pensa che nel 2019 non vi era questo vincolo, adesso molti imprenditori si troveranno con una bella gatta da pelare.

Pessime notizie anche per chi cumulava il lavoro indipendente con il regime forfettario insieme al lavoro dipendente. Adesso non si potrà godere del regime forfettario se nell’anno precedente con il lavoro dipendente si è percepito un reddito superiore ai 30.000 Euro annui.

In due righe: nel 2019 la partita iva con regime forfettario non prevedeva vincoli. Adesso invece si possono sempre fatturare fino a 65.000 Euro annui, ma le spese per accessori e dipendente (o collaboratori) non possono superare i 20.000 Euro e si può avere un lavoro da dipendente che non supera i 30.000 Euro.

Come se non bastasse, aggiungiamo anche la fatturazione elettronica obbligatoria per tutti, anche per i “forfettari“. La decadenza per gli avvisi di accertamento adesso passa a quattro anni. Per finire, si può applicare il credito d’imposta anche per coloro che hanno la p. iva agevolata, in base alle nuove norme per l’industria 4.0 e per il super e iper ammortamento relativo agli acquisti di macchine, pc, hardware e software per il lavoro, che adesso saranno sostituiti dal credito d’imposta.

Si teme la chiusura di molte partite IVA con il regime forfettario

 

Con le nuove modifiche si temono diverse conseguenze disastrose per il nostro Paese. Si prevedono infatti più di 10.000 lavoratori autonomi che usufruiscono del regime forfettario che chiuderanno la partita iva nel 2020, stando all’indagine redatta dal sito NotizieOra.it. In alternativa si dovrà passare al regime ordinario.