E’ di pochi mesi fa la notizia dell’abolizione del redditometro, famoso strumento per il controllo delle tasse donato dal Fisco all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia i controlli sui conti correnti dei cittadini italiani sono appena iniziati e per il 2020 si prevede che saranno addirittura più serrati. L’introduzione dell’evasometro infatti, consentirà di analizzare entrate e uscite mensili, giacenza media e saldo ad inizio e fine anno all’interno di una carta di credito o debito.

In un clima di lotta all’evasione fiscale infatti, ogni strumento è utile per scovare i furbetti che cercano di non pagare le tasse, non dichiarando quanto guadagnano o lavorando in nero. In Italia si conta che i contribuenti evadono complessivamente le imposte per una cifra record che oltrepassa i 100 miliardi di Euro, ossia il 12% del PIL di tutto il Paese.

Un simile buco economico infatti fa riflettere: con i soldi che “i furbetti” non hanno dichiarato allo Stato, si potrebbero creare nuovi servizi pubblici, si potrebbe investire maggiormente sulla sanità, sull’istruzione, sulla cultura e molto altro ancora.

Abbiamo citato poco fa il “redditometro“: lo strumento non è stato ritenuto valido a seguito dell’approvazione del Decreto Dignità, portando quindi il Governo ad abolirlo.

 

Con l’Evasometro il Fisco controllerà ogni centesimo all’interno dei conti correnti degli italiani

 

La prima volta che si è sentito il nome dell’Evasometro vi era ancora il governo Monti. Già in quell’occasione, nel lontano 2012 si propose lo strumento che è entrato in vigore soltanto sette anni dopo.

Con quest’arma, l’Agenzia delle Entrate valuterà i redditi dichiarati, quelli percepiti, i saldi totali all’interno dei conti correnti dei principali istituti di credito. I primi ad essere analizzati saranno proprio Unicredit, Sanpaolo e BNL; a seguito poi i controlli arriveranno anche sui conti dei clienti delle altre banche.