In questo periodo gli operatori stanno mettendo mano alle proprie offerte e stanno rimodulando i prezzi con cui esse si presentano al pubblico. Molti clienti sono stati colti alla sprovvista, benché avvisati con 30 giorni d’anticipo (come previsto dalla legge) da un’ondata di rimodulazioni che si è suddivisa in una prima fase estiva e in una seconda fase, stavolta invernale, che si è verificata questo dicembre.

Benché queste rimodulazioni avvengano ormai alla luce del sole, viste le numerose battaglie per rendere le procedure più chiare possibili, al tempo stesso Tim, Wind, Tre e Vodafone non si sono mostrati sempre trasparenti nei confronti dei propri clienti. Generando, spesso, circostanze di dubbia liceità in cui i diritti dei consumatori non venivano rispettati. Basti pensare alla fatturazione a 28 giorni, che considerava il mese su quattro settimane anziché intenderlo su base mensile. Grazie a questo stratagemma, gli operatori riuscivano a lucrare sui mesi con cinque rinnovi settimanali, addebitando il costo del rinnovo “aggiuntivo”.

Servizi a Pagamento: ecco come gli operatori svuotano il credito residuo dei clienti

Inoltre, esiste un’altra modalità con cui i gestori hanno rimpolpato negli anni le proprie casse. Si tratta dei cosiddetti VAS, Servizi a Valore Aggiunto, che sono un gruppo di servizi in abbonamento forniti agli operatori (che a loro volta li propongono ai clienti) da società terze, con l’obiettivo di completare l’offerta. Si tratta ad esempio di giochi, suonerie e l’immancabile oroscopo.

Il più delle volte, però, questi VAS vengono attivati dal cliente in maniera erronea o involontaria, cliccando su banner improvvisi o reindirizzamenti ingannevoli. Non appena si fa un tap su questi banner, il servizio si attiva quasi immediatamente con l’arrivo dell’SMS di conferma, e viene decurtato il costo del servizio dal proprio credito.

Fortunatamente, grazie alle battaglie a tutela dei consumatori, è oggi possibile disdire l’attivazione entro 24 h e ottenere il rimborso totale della quota addebitata. In aggiunta, si può richiedere che venga attivato il blocco totale dei servizi a pagamento, così da non incorrere nuovamente in simili circostanze.