3g spentoSiamo nel 2020 e tutti i passi fatti per l’avanzamento di rete stanno spingendo gli operatori a riconsiderare il ruolo del 3G. In Italia, come nel resto del mondo, il paradigma del 5G spinge sempre più clienti ad interessarsi alle nuove offerte di TIM e Vodafone. In effetti sono gli unici operatori a non risentire della mancanza della rete con lo standard precedente. Hanno un 4G LTE ormai maturo, la garanzia del 2G e sono pronti per il prossimo step. Il network di terza generazione rappresenta solo un intralcio. Ma lo stesso non possiamo dire per gli altri gestori.

 

3G: addio ragionato per la rete, forse siamo ad un punto di svolta

La notizia è per il momento una indiscrezione che si protrae ormai da diversi mesi. Ma con il nuovo anno una scelta difficile potrebbe apparire scontata in luogo del nuovo processo di innovazione delle reti.

I servizi legati al network stanno per cambiare drasticamente in più comparti. Alla velocità ed alla copertura del 5G si corrisponde un 3G imperfetto e limitato ad una navigazione senza arte né parte. Viene usato dai clienti Iliad e 3 Italia al solo scopo di mettere una pezza ai down della rete 4G ed alle cadute di segnale. Sembra poca cosa ma in realtà non lo è. Ecco perché.

Il cliente Iliad considera la possibilità che il segnale decada per mancanza di infrastrutture private portanti da completarsi, secondo i piani, entro il prossimo 2024 con copertura totale. Difatti molti passano al 3G Iliad, decisamente più stabile e quindi affidabile rispetto alla versione 4G PLus.

Con 3 Italia, invece, nasce il problema dei costi della rete, gratuiti per il network di terza generazione a maggiorati di 1 euro al mese in più per l’alta velocità a meno di promozioni dedicate con scadenza predefinita.

Come si può vedere non si tratta di una scelta facile. Bisogna ponderare con accuratezza in quanto una decisione simile potrebbe costare parecchio sia agli utenti che ai gestori di telefonia mobile.