A breve ripartiranno più intensi di prima i controlli dell’Agenzia delle Entrate per stanare l’evasione fiscale.

Dopo essersi interrotti per qualche mese a causa del cambiamento nell’algoritmo, ora il nuovo strumento del Fisco è pronto a mettersi al lavoro per setacciare i conti correnti dei contribuenti.

In particolare, durante questi ultimi mesi il precedente Redditometro (l’algoritmo che andava a valutare la congruenza tra reddito e investimenti in beni o servizi onerosi) si è rivelato inadeguato nel fotografare e analizzare l’effettiva buona condotta dei contribuenti. A maggior ragione, poi, dopo l’approvazione del Decreto Dignità lo scorso anno.

Controlli sui conti correnti: il Fisco ricorre al nuovo strumento

Si chiama Evasometro, ma forse in molti lo ricorderanno come Risparmiometro, dato che corrisponde al suo nome originario (quello con cui fu approvata la sua creazione durante il Governo Monti).

Il nuovo algoritmo del Fisco andrà a controllare che vi sia corrispondenza tra le entrate, quindi il reddito dichiarato, e il saldo sui conti correnti (nonché tutte le altre forme di deposito di denaro o investimento, come azioni, obbligazioni, titoli di Stato).

Qualora tra i valori risultasse una discrepanza superiore al 20%, partiranno i controlli più approfonditi per valutare meglio la situazione. In questa fase, inoltre, sarà interpellato il contribuente stesso per giustificare tale incongruenza, e qualora non vi riuscisse, scatterebbero le sanzioni.

I controlli partiranno dall’anno d’imposta 2014, e si inizierà l’analisi dai conti correnti aperti presso i principali istituti bancari del Paese, come UniCredit, BNL e Intesa Sanpaolo, per poi procedere verso quelli più piccoli.