Milioni di conti correnti passeranno sotto il vaglio del Fisco grazie all’introduzione del nuovo algoritmo anti-evasione, definito appunto Evasometro.

Ma non solo conti: qualsiasi formulazione che possa implicare un deposito di denaro, anche solo “virtuale”, sarà posta sotto la lente d’ingrandimento dell’Agenzia delle Entrate.

Il nuovo strumento del Fisco andrà a sostituire l’ormai pensionato Redditometro, rivelatosi inefficace nella gestione dei controlli e fra l’altro reso inadeguato dall’approvazione del Decreto Dignità, durante lo scorso anno.

Questo algoritmo andava a controllare la corrispondenza tra redditi dichiarati e spese ingenti effettuate, come ad esempio case, automobili e altri acquisti “non indifferenti” rispetto alle possibilità dello stesso nucleo familiare.

Adesso, invece, l’Agenzia delle Entrate ha finito di mettere a punto il nuovo strumento, che andrà invece a valutare la congruenza tra redditi dichiarati e depositi sui conti correnti, libretti di risparmio, investimenti in azioni, titoli di Stato e qualunque altra modalità di deposito o investimento del denaro.

Evasometro, pronto il roll out del nuovo algoritmo

C’è grande trepidazione per l’introduzione del nuovo gioiello del Fisco, che sembra promettere ottime possibilità di valutare realmente se una famiglia o un contribuente stia evadendo le tasse.

Ogni anno, in Italia, l’evasione fiscale cresce vertiginosamente, andando a toccare picchi mai immaginati. Attualmente, se si dovesse andare a quantificare il denaro perso a causa dell’evasione, verrebbe fuori l’agghiacciante cifra di 100 miliardi di euro all’anno, che corrispondono al 12% del PIL.

Per questo, nel momento in cui l’Evasometro andasse a rilevare una discrepanza di oltre il 20% tra entrate e depositi, scatterebbero immediatamente controlli approfonditi e il contribuente sarebbe chiamato a giustificare tale ammanco.

I controlli partiranno dall’anno di imposta 2014, andando a setacciare prima i conti correnti istituiti presso le principali banche italiane, come UniCredit, Sanpaolo e BNL.