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Dopo i disastrosi incidenti in cui hanno perso la vita circa 350 civili, la società americana di produzione dei velivoli ha disposto l’interruzione nella produzione di Boeing 737 Max.

La decisione, che al momento pare momentanea, sembrerebbe legata all’assenza attuale delle certificazioni per il ritorno in servizio del velivolo arriveranno il prossimo anno.

La società ci tiene a precisare che l’interruzione non è assoluta, bensì è legata all’esigenza impellente di “smaltire” i 400 velivoli attualmente in magazzino prima di cominciare a produrre nuovi modelli. La produzione, infatti, non è stata interrotta in corrispondenza del verificarsi dei fatali incidenti, e la catena di montaggio ha continuato a sfornare velivoli anche nei mesi successivi.

Aerei che, non essendo stati ancora acquistati dalle compagnie, attualmente giacciono in attesa di ricevere la certificazione per riprendere il volo.

Boeing 737 Max, gli incidenti bloccano la produzione

La risposta alle famiglie delle vittime è giunta qualche settimana fa, quando la società ha individuato il malfunzionamento che ha causato gli incidenti in un problema nel meccanismo automatico di gestione del volo.

I due incidenti si sono verificati nell’ottobre 2018 e poi nel marzo 2019, e hanno fatto perdere la vita complessivamente a quasi 350 persone.

Il primo dei due incidenti si è verificato in Indonesia, quando l’aereo si era appena sollevato da terra: dopo qualche minuto è precipitato nei pressi di Giacarta. In quella circostanza furono 189, tra cui 181 civili e 8 del personale, a restare vittime di questa tragedia. Il secondo, appena qualche mese dopo, si è verificato in Etiopia in circostanze altrettanto drammatiche.