fortnite

Sebbene la notizia che un esorcista racconti che Fortnite sia uno strumento del demonio strappi qualche sorriso di pancia, il concetto ha una base socio-culturale non proprio peregrina.

Infatti, al pari di altri videogiochi che comportano una forte “immersione social”, la critica poggia sull’assunto che una società consumistica sempre più tesa all’uso di tecnologie digitali stia influenzando fatalmente i giovani, i quali si sentono sempre più alienati nel vivere il loro “hic et nunc” reale.  

 

Fortnite è il male: un esorcista lo indica come strumento di Lucifero

Intervenuto in una trasmissione radiofonica in onda su Radio Due, l’esorcista Antonio Mattatelli ha prima dichiarato che “Fortnite è uno strumento del demonio”, ma poi ha contestualizzando il discorso con questa spiegazione:

L’altra mattina stavo passando davanti ad un negozio e c’era una folla di ragazzini in coda per acquistare uno smartphone a sconto”, questo l’incipit della dichiarazione di Mattatelli, che poi continua: “perchè non erano a scuola? La realizzazione materiale è il desiderio ultimo della nostra società? A cosa servono gli oggetti? I bambini sono pieni di giocattoli e nemmeno li usano. Ormai conta solamente il profitto, il guadagno, il successo economico e materiale. La fine del mondo come lo conosciamo sta arrivando. I valori non ci sono più, restano solamente l’individuo e la sua materialità.

Quindi, sebbene la sua professione induca a prendere la notizia alla leggera, l’esorcista ritiene che:questi strumenti (smartphone e videogiochi, NdR) causano alienazione e non possono sostituire in alcun modo le relazioni umane. Nel nostro cervello si insinua un meccanismo che ci porta all’isolamento e a preferire i contatti virtuali a quelli reali, la mente umana si abitua a determinati piaceri, come una dipendenza. Fortnite e giochi di questo genere sono uno strumento del demonio in tal senso e la società è già stata colpita da questo male.

Dichiarazioni che sicuramente apriranno un dibattito tra associazioni, genitori e figli che purtroppo all’interno delle nostre istituzioni desterà ben poca attenzione, così come la notizia sta avendo risonanza sui media più l’affermazione in sé di Mattatelli che per il contenuto serio veicolato.