videochiamate truffa

In materia di sicurezza informatica si parla sempre poco dei rischi che si corrono nelle comunicazioni audio e nelle videochiamate: tra le varie modalità di truffe online che ogni giorno puntano a svuotarvi il conto corrente con qualche stratagemma, queste ultime sono le più sottovalutate.

Al contrario, nell’ambito di conversazioni audio o videochiamate la sicurezza è un fattore fondamentale, come ci ha dimostrato l’attacco hacker di questa estate tramite l’app di videoconferenze Zoom che sfruttava una vulnerabilità del sistema per attivare la webcam dei computer all’insaputa degli utenti.

Ma sempre qualche mese fa parlammo dello scandalo che aveva coinvolto la Francia nel 2017, dove diversi uomini d’affari milionari sono stati raggirati con delle videochiamate che chiedevano aiuto per il riscatto di immaginari ostaggi prigionieri in Medio Oriente. Il metodo di contatto era via Skype e un falso ministro della Difesa francese chiedeva il denaro.

 

Videochiamate: ne basta una per trovarsi il conto corrente vuoto

Via mail, SMS e anche nelle videochiamate, l’inganno sfrutta delle pressioni psicologiche sulla vittima tramite l’utilizzo di argomenti chiave che richiedono l’immediatezza di un versamento di denaro per il successo di una trattativa o di un progetto riservato. Spesso i truffatori riescono a convincere le vittime a effettuare i versamenti, così com’è successo l’anno scorso a un importante manager di Confindustria.

Ma non c’è da stare tranquilli nemmeno nel prossimo futuro, poiché anche nelle videoconferenze aziendali potrebbero entrare degli hacker che rubano dai sensibili o ascoltano conversazioni secretate.

Questo potrebbe accadere perché i flussi video e audio trasmessi via streaming non sono crittografati, e dalle truffe agli utenti privati a operazioni di spionaggio industriale si può arrivare facilmente. Il problema della crittografia dei dati audo e video è abbastanza difficile da risolvere, soprattutto perché crittografare le videochiamate ne riduce la qualità.