L’allarmismo diffusosi a seguito della notizia sul passaggio di un asteroide presso la Terra è risultato assolutamente ingiustificato.

Ma questo era chiaro già da tempo, soprattutto al team della NASA che QV89 lo osservava da ben tredici anni (tant’è vero che il suo nome completo è 2006 QV89). L’asteroide che ha suscitato questo gran clamore fra il pubblico non è altro che una formazione rocciosa, larga circa 30 metri, che si stimava sarebbe transitata a oltre 6 milioni di km dalla Terra.

La notizia, però, è stata ingigantita permettendo al panico di diffondersi rapidamente e non consentendo agli utenti di informarsi precisamente su quanto sarebbe avvenuto.

Il passaggio è ormai alle nostre spalle, essendo avvenuto a Settembre di quest’anno, ma si prevedono altre due circostanze in cui QV89 si avvicinerà al nostro pianeta. D’altra parte, anche in questi casi non c’è nulla da temere: le traiettorie sono studiate e monitorare pedissequamente dagli scienziati della NASA. Qualora esse, per un motivo o per un altro, dovessero essere modificate, l’agenzia spaziale ha già in serbo un meccanismo di difesa che consentirebbe di distruggere il corpo ancor prima che possa avvicinare la nostra atmosfera.

Asteroidi in avvicinamento? Niente panico, è un fenomeno assolutamente fisiologico

L’universo è fatto prevalentemente di spazio vuoto. Le distanze cosmiche sono molto più ampie di quanto non siamo portati a percepire, e la probabilità che due formazioni vadano a collidere è estremamente bassa. Tanto più, come detto, se si hanno gli strumenti per impedire lo schianto: la NASA ha già pronti eventuali razzi da mandare in direzione del corpo per disintegrarlo prima che possa arrivare nella nostra atmosfera.

Appena più attenzione si dovrà garantire all’asteroide Apophis, con dimensioni più ampie rispetto a QV89, ma il suo passaggio non è previsto prima di quindici anni.