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Nell’Oceano Pacifico, le Isole Marshall rischiano di sparire sotto i colpi delle radiazioni nucleari, poiché un sito usato per i test atomici durante la Guerra Fredda ad opera degli USA sta per liberare le sue scorie sepolte.

Durante gli anni ’70 tutti i detriti raccolti dalle sei isole dell’arcipelago furono sepolti sotto una cupola di cemento sull’isola di Runit, e tutti si sono dimenticati col tempo di ciò che vi era celato. Ma una recente indagine condotta del Los Angeles Times ha svelato che la struttura che compone il sarcofago nucleare presente diverse crepe e presto il clima e  l’innalzamento del livello del mare esporranno il materiale radioattivo.

 

Radiazioni nucleari nelle Isole Marshall: colpa della Guerra Fredda

Comunemente chiamato “The Runit Dome” o “The Tomb“, questo sarcofago in cemento di 45 cm di spessore e 115 metri di diametro avrebbe dovuto segregare le scorie per sempre, almeno secondo gli USA, ma il Los Angeles Times e la Columbia University hanno documentato che la struttura presto potrebbe rilasciare materiale radioattivo nelle acque del mare.

Poiché le Isole Marshall firmarono un patto d’indipendenza dagli Stati Uniti nel 1986, il governo USA si ritiene non più responsabile delle conseguenze negative dei test nucleari effettuati durante la Guerra Fredda. Le autorità delle Isole Marshall hanno cercato di reagire positivamente all’indifferenza degli Stati Uniti al fine di risolvere il problema, ma i funzionari americani si sono mostrati persino sorpresi e insensibili alle difficoltà di un territorio funestato dai loro test nucleari.

Infine c’è uno studio che risale al luglio 2019 dove si viene a conoscenza che alcune zone delle acque intorno alle Isole Marshall hanno livelli di radiazione paragonabili a Fukushima.