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Si parla ogni giorno di tasse in Italia: fra quelle che lo Stato vorrebbe abolire e fra quelle che in realtà non andranno mai via, le imposte risultano essere l’argomento più gettonato dagli italiani nei bar o sul Web. Purtroppo però i dati rivelati dalle indagini non sono molto incoraggianti: su 60 milioni di cittadini, circa 20 milioni non dichiarano i propri guadagni al governo. I furbetti che evadono le tasse sono una delle piaghe maggiori per lo Stato Italiano. Per tale motivo il Fisco è dovuto intervenire stabilendo nuovi parametri necessari per i controlli sui conti correnti.

I famosi controlli sopracitati effettuati dall’Agenzia delle Entrate servono per stanare gli eventuali evasori. Tale organo del governo ha il compito di fare accertamenti sulle entrate e sulle uscite dichiarate dagli italiani. Dapprima si utilizzava il famoso Redditometro, software messo temporaneamente in stand by, in grado di controllare lo stile di vita e il gap monetario fra i guadagni e le spese medie di ogni italiano.

Fisco: come sono gestiti i controlli dall’Agenzia delle Entrate

Inizialmente il Fisco analizza le liste selettive, ovvero quell’elenco di persone che sono soggette all’evasione. Ovviamente possono essere tutti controllati: dai dipendenti presso enti pubblici ai liberi professionisti, senza dimenticare i disoccupati, gli studenti e i pensionati. La GdF ha infatti un occhio più serrato verso i cittadini facenti parte di queste famose liste dell’Agenzia.

Si può prevedere l’eventuale evasione anche monitorando le spese sostenute da ogni utente e le sue entrate medie. Se il tenore di vita appare decisamente non coerente con i guadagni, interviene l’Agenzia con i primi controlli. Analizzando fatture, dichiarazioni, bonus, è facile trovare le anomalie. Questo era il compito principale del Redditometro, ora sostituito dall’Evasometro, software più preciso e che controlla ogni carta di debito/credito degli italiani.

Come abbiamo più volte riportato nei nostri articoli, basta un gap monetario del 20% per far scattare l’allarme. Spesso i beni di lusso come le seconde case, le auto di grossa cilindrata, le barche o spese eccessive per la tecnologia, possono creare problemi agli occhi del Governo.