Gli strumenti in possesso del Fisco sono costantemente in azione per poter contrastare una delle maggiori piaghe di questo Paese in termini economici e sociali: l’evasione fiscale.

Benché si vada incontro ad un sostanziale rinnovamento dei mezzi soltanto in circostanze specifiche, da un anno a questa parte è stato necessario modificare nettamente lo strumento con cui si svolgevano le indagini precedentemente, il Risparmiometro.

Questo algoritmo, che andava a valutare la congruenza tra entrate e uscite in spese ingenti (in particolare acquisti importanti come automobili, case…), si è riscontrato essere inadeguato a svolgere il proprio compito specialmente dopo l’approvazione in Parlamento del Decreto Dignità, lo scorso dicembre.

Per questo motivo è stato necessario sostituirlo con uno strumento più adatto allo scopo: si tratta dell’Evasometro.

Stop all’evasione: ecco il nuovo strumento messo in campo dalla Finanza

Chiamato anche Redditometro, il nuovo gioiello dell’Agenzia delle Entrate è in realtà in fase di ideazione e perfezionamento sin dal governo Monti, che lo introdusse ormai diversi anni fa ma che è riuscito a vedere la sua applicazione solo oggi.

Il nuovo algoritmo andrà a setacciare i conti correnti degli italiani e a far corrispondere controlli incrociati con le dichiarazioni dei redditi. In questa maniera, si potrà verificare se c’è corrispondenza tra le entrate (in termini dunque di reddito dell’individuo o del nucleo familiare) e quanto effettivamente depositato sui conti correnti intestati al medesimo.

Laddove si attestasse una discrepanza tra le due informazioni superiore al 20%, partirebbero immediatamente controlli più approfonditi, in cui successivamente lo stesso intestatario sarebbe chiamato a giustificare tale gap.