ChernobylChernobyl sembra un set da film dell’orrore silenzioso e sinistro al tempo stesso. Nessuna forma di vita si staglia su un paesaggio deserto per centinaia di chilometri. All’esterno del Reattore 4 un paradiso di pianura verdeggiante ha lasciato il posto ad un macabro ed assolato mondo inaccessibile. Il pericolo è altissimo a causa delle intense radiazioni ancora presenti nell’area. Soltanto i droni inviati dagli analisti dell’Università di Bristol sono riusciti a “mettere piede” nella zona di contatto. Ecco che cosa hanno scoperto con grande stupore dei ricercatori.

 

Chernobyl: droni mettono piede nella zona rossa, la nuova scoperta causa disperazione per il mancato ritorno alla vita

In Italia come nel resto del mondo esistono delle vere e proprie città fantasma. In questi casi la scelta è arbitraria e dettata unicamente da condizioni di insediamento sfavorevoli alla creazione di una civiltà. Quanto successo a Chernobyl, invece, è legato ad un incidente nucleare che ha involontariamente spopolato un’area florida fino al 1986.

La cittadina Ucraina, un tempo ricca di vita è ora teatro di uno scenario distruttivo che ad oltre trenta anni di distanza ripropone uno dei più clamorosi disastri della storia dell’uomo. Resta poco del Paese che un tempo conoscevamo.

I velivoli comandati a distanza hanno potuto sorvolare i cieli della zona di contatto nel Reattore 4 scoprendo che la vicina area verde si è trasformata in ciò che gli esperti hanno ribattezzato come Foresta Rossa. Questa particolare area è monito al preoccupante livello di scorie diffuse per via aerea. Ogni tentativo di insediamento umano è impossibile. Flora e fauna non possono esistere nonostante siano passati ormai diversi anni dall’episodio scatenante che ha portato via ogni speranza.