supervulcani

Negli ultimi mesi abbiamo sentito spesso parlare di apocalisse, fine del mondo e di tutte le profezie pronunciate dagli antichi popoli della Terra. I recenti fatti che hanno interessato il nostro pianeta, come ad esempio il surriscaldamento, l’inquinamento e lo scioglimento dei ghiacciai, fanno infatti pensare ad un’imminente fine del mondo come lo conosciamo.
Di recente, inoltre, su questo tema sono state rese note molteplici notizie che, nella maggior parte dei casi, si sono rivelate delle totali bufale architettate nei minimi dettagli per intimorire gli utenti.

Nelle ultime settimane, però, l’attenzione dei consumatori di tutto il mondo si è spostata su un nuovo scenario apocalittico, che, in questo caso, non riguarda ne il riscaldamento globale ne le profezie dell’apocalisse. A intimorire gli utenti, infatti, è stato un recente studio di un gruppo di ricercatori relativo ai supervulcani dislocati in tutto il pianeta. Scopriamo di seguito maggiori dettagli.

Un nuovo studio sui supervulcani svela dei retroscena sconcertanti

Alcuni ricercatori dell’Arizona State University hanno condotto degli interessanti studi sui supervulcani presenti nel mondo con l’obiettivo di scoprirne la loro pericolosità.
La ricerca è stata coordinata dalla dott.ssa Hannah Shamloo e si è concentrata principalmente su alcuni minerali provenienti dal vulcano di Yellowstone, uno dei più pericolosi in assoluto. Il seguente supervulcano si trova negli USA e vanta un’estensione di oltre 55 per 72 chilometri con profondità di quasi 14 chilometri.

L’ultima eruzione di questo vulcano risale ad oltre 70.000 anni fa e, ad oggi, il timore è quello di un’improvvisa attività inaspettata. Secondo i risultati, infatti, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche:

  • Il Nord-America potrebbe estinguersi in un attimo;
  • Gran parte della popolazione mondiale, invece, potrebbe morire all’istante in seguito a l’esalazione di gas tossici generati dall’eruzione.