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In un mondo in cui l’informazione viaggia sempre più veloce, spesso tra i soggetti che si propongono quali divulgatori di notizie non “vince” chi fornisce l’informazione più completa e coerente, bensì quella fornita per prima. Talvolta, però, questo atteggiamento può portare a sonori scivoloni, in primis da parte dei divulgatori (che si tratti di giornalisti, utenti che condividono il proprio pensiero sui social) nonché da parte di chi recepisce la notizia non verificandone la veridicità.

Le bufale e le fake news sono dunque all’ordine del giorno sui social, e spesso vengono sfruttate per ragioni socio-politiche oltre che economiche lasciando spazio all’espressione dei sentimenti più istintivi dell’animo umano.

Ma analizzando precisamente di cosa si tratta, perché si utilizza proprio il termine “bufala” per indicare una notizia falsa?

L’etimologia è incerta. Come riporta Wikipedia, “Secondo il Vocabolario della Crusca il termine “bufala” deriva dall’espressione “menare per il naso come una bufala”, ovvero portare a spasso l’interlocutore trascinandolo come si fa con i buoi e i bufali per l’anello attaccato al naso”. Un’altra possibilità è quella contemplata da Giorgio De Rienzo, secondo cui “la parola deriva dal dialetto romanesco e sta ad indicare, in analogia all’animale, una ‘persona ottusa e rozza’ ”.

Altre interpretazioni sono state fornite, ma queste risultano le più comunemente accettate.

D’altra parte bisogna fare un distinguo tra “bufala” e “fake-news” in base all’intenzionalità con cui viene fornita la notizia falsa.

La fake-news, infatti, può corrispondere ad un errore giornalistico, a volte in buona fede (misinformazione) altre volte commesso intenzionalmente con lo scopo di fuorviare e influenzare l’interlocutore o il lettore (disinformazione).

La bufala, invece, costituisce una notizia inventata ad arte di sana pianta per poter – spesse volte – dar credito ad una corrente di pensiero piuttosto che ad un’altra.

Bufale e Fake news: come riconoscerle?

Sicuramente, le due hanno in comune la mancanza di fonti affidabili. Che quest’assenza sia intenzionale o meno, sta di fatto che non avere alle spalle quello che in gergo letterario si chiama “argomento d’autorità”, ossia una fonte affidabile per verificare l’autenticità della notizia comporta senz’altro una spia d’allarme non indifferente.

Inoltre, proprio per il loro carattere sensazionalistico, spesso esse vengono evidenziate maggiormente (sia dal punto di vista linguistico sia da quello grafico) rispetto alle altre notizie. Pertanto prestare attenzione a questi aspetti potrebbe allontanarci da sonore cadute di stile.