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Da secoli, ormai, gli asteroidi sono sempre stati al centro degli studi dei principali esperti di tutto il mondo. Di recente, infatti, un meteorite chiamato QV89, il cui diametro è pari a  40 metri, è transitato nelle vicinanze della Terra. La sua distanza, però, non ha minimamente spaventato gli scienziati poiché era superiore a 6,7 milioni di chilometri.

Nonostante il pericolo sia passato con QV89, rimane ancora il mistero di Apophis, L’asteroide gigante, infatti, potrebbe avvicinarsi pericolosamente alla Terra, transitando presumibilmente a soli 31.000 chilometri di distanza. Secondo quanto riportato dalla NASA, Apophis dovrebbe transitare nel corso del 2029 e ritornare nel 2068.

Come Apophis, però, anche QV89 tornerà a farci visita altre 3 volte nel 2032, 2045 e 2062. In questo caso, però, il rischio di impatto con il nostro pianeta è praticamente nullo.

Apophis: un’occasione d’oro per la scienza

A differenza di QV89, Apophis sembra essere molto più grande. Si parla infatti di circa 340 metri di diametro che lo renderebbero uno dei meteoriti più grandi di sempre. Nonostante ciò, però, se il passaggio dovesse essere confermato a 31.000 chilometri di distanza, quest’ultimo sarà facilmente visibile ad occhio nudo.

A quanto pare, però, il rischio non è ancora scongiurato. Di recente, infatti, la NASA è stata chiamata a discutere nell’ultima Conferenza sulla Difesa Planetaria, in cui ha esposto alcuni piani alternativi per evitare una catastrofe. Se Apophis si scontrasse con la Terra, infatti, l’energia sprigionata sarebbe decisamente superiore alla bomba H della seconda guerra mondiale.

Gli studi dal 2004 ad oggi hanno inoltre rilevato una possibilità di impatto pari a 1 su 100.000. L’unica incognita, purtroppo, sono i campi gravitazionali che potrebbero deviare l’asteroide trasformandolo in una minaccia per l’umanità.