Il governo ha deciso di incrementare ed inasprire sempre più la lotta all’evasione fiscale. Di fatto per lo Stato la priorità è quella di fermare il dilagante fenomeno di tutti coloro che non pagano le tasse, non dichiarano i propri guadagni, non emettono lo scontrino e lavorano in nero. Il Fisco infatti ha appena escogitato un nuovo metodo dopo la chiusura temporanea del Redditometro, famoso strumento per l’analisi dei conti correnti.

Finora infatti il software non si è rivelato del tutto preciso e le tempistiche dilatate ne hanno aumentato l’inefficienza produttiva. Di fatto la precedente arma messa in mano all’Agenzia delle Entrate sarà inutilizzabile per la verifica dei conti correnti attuali, ma sarà retroattiva per le cartelle antecedenti Gennaio 2016.

Di fatto con l’approvazione del Decreto Dignità il servizio è stato reso inagibile e inutilizzabile. Urgeva quindi creare un nuovo metodo per il controllo dell’evasione fiscale.

Nasce l’evasometro per combattere la piaga dell’evasione del Fisco analizzando i conti correnti degli italiani

Il software in questione potrà non risultare nuovo a qualcuno. La sua prima apparizione è del 2012 quando al governo vi era Mario Monti e si chiamava “Risparmiometro/evasometro“. Dopo soli sette anni però, è entrata in funzione in via ufficiale.

Adesso basterà un GAP del 25% fra diversi fattori all’interno di ogni singolo conto corrente per far scattare l’allarme e un controllo da parte della GdF. Le prime verifiche sono iniziate sui conti correnti del 2014 dei clienti di banche come Unicredit, Sanpaolo e BNL . L’evasometro controllerà quindi il saldo iniziale e finale all’interno di una carta di credito/debito, le entrate mensili e le uscite ed infine, la giacenza media.