Sky domina l'audiovisivo: 28 mld investiti dal 2003, Mediaset solo 17

Dallo scorso mese di aprile Netflix annunciava l’investimento in produzioni italiane originali di addirittura 200 milioni complessivi. Tali numeri non avrebbero comunque avvicinato il leader assoluto Sky, che attualmente detiene il record fin dall’anno 2003.

Questo grandissimo investimento sarebbe dovuto arrivare con un piano triennale, ma il fondatore di Netflix lo scorso 8 ottobre ha annunciato che la cifra sarebbe stata investita in soli 2 anni. Ciò risulta un vero e proprio toccasana per il settore audiovisivo italiano, ma non sarebbe solo Netflix a voler investire dei soldi. Anche Amazon Prime Video ha infatti deciso di mettere gli occhi sul Bel Paese con una serie girata esclusivamente per il mercato italiano oltre ad altre produzioni. Attualmente però, proprio come nel caso di Apple TV+, ancora nulla è stato versato sul settore audio-video nostrano.

 

A dominare la classifica degli investimenti nel settore audiovisivo italiano e Sky con ben 28 miliardi investiti dallo scorso 2003

Tornando invece al colosso che domina il mondo della pay TV e non solo nel settore italiano, dallo scorso 2003 i miliardi investiti sono stati addirittura 28. Ciò ha generato effetti diretti e indiretti nell’economia del paese che attualmente sono stimati in circa 50 miliardi di euro.

Se si tiene conto del solo 2018, Sky Italia ha pagato lo stipendio a ben 2773 dipendenti diretti con una somma totale versata di 224 milioni di euro e con costi di produzione pari a 2,44 miliardi di euro che hanno alimentato il proprio l’economia della penisola.

Segue poi il gruppo RAI che nel 2018 ha impiegato 12811 dipendenti pagando gli stipendi con una somma di 1 miliardo di euro. Inoltre l’azienda sembra avere 433,2 milioni di euro di investimenti in programma, tra cui 302,4 in fiction e 109 in film. Tenendo sempre un paragone poi il gruppo Mediaset ha impiegato 3502 dipendenti nel 2018 con un costo pari a 389 milioni in stipendi. I costi operativi hanno raggiunto invece 1,78 miliardi. Tutto ciò dovrebbe dunque servire a far capire agli utenti quanto l’utilizzo dell’IPTV possa minare anche l’economia dell’intero paese.