Il bollo auto rappresenta senza dubbio una delle tasse più odiate dagli italiani. La sua imposizione da parte dello Stato costituisce pressoché un unicum nel panorama europeo, dal momento che in molti altri paesi questi imposta non esiste, oppure è stata già abolita.

In Italia la situazione è un po’ diversa, dal momento che si tratta di una tassa regionale, e quindi è sottoposta all’autonomia decisionale delle regioni. Questo aspetto, chiarificato soprattutto nell’ambito di un decreto della Corte Costituzionale, ha stabilito piena autonomia per le Regioni in merito ad una possibile abolizione. Ma non si parla esclusivamente di questo, dato che potrebbe esserci una riconferma se non addirittura un aumento della tassa.

Abolizione bollo auto: perché ad oggi è un’utopia

La proposta di abolizione del bollo è stata avanzata durante quest’anno dall’ex ministro al MISE Luigi Di Maio, in quanto anche capo politico del Movimento 5 Stelle. Il suo piano si fondava su una riduzione dello spread che avrebbe consentito il risparmio di diversi miliardi, che sarebbero quindi stati investiti per coprire i fondi mancanti alle Regioni a seguito dell’abolizione del bollo.

Leggi anche:  Bollo auto: ecco i motivi per cui non verrà abolito nel 2020

D’altronde, bisogna considerare anzitutto che nelle casse regionali entrano complessivamente oltre 6 miliardi di euro annui, grazie a questa imposta.

Inoltre, essendo lo spread ontologicamente soggetto a fluttuazioni nel tempo, secondo gli esperti non sarebbe saggio pensare di attingere ad una quota di denaro che non è possibile quantificare precisamente.

Piuttosto, propongono alcuni, sarebbe più opportuno con quei soldi tentare di ridurre il debito pubblico.

Al momento, dunque, la prospettiva di abolizione del bollo appare piuttosto utopistica. Seguiranno ulteriori aggiornamenti nel momento in cui la tematica tornerà al centro del dibattito parlamentare.