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Alla NASA pensano che la scoperta della vita su Marte sia ormai prossima, soprattutto grazie al lavoro che sarà effettuato dal Mars rover e dall’ExoMars dell’ESA. Ma mentre pregustiamo l’idea di non essere più soli nell’Universo, a Houston già cominciano i primi ragionamenti sulle implicazioni di questa possibile scoperta.

Il ricercatore Jim Green della NASA ha detto al Daily Telegraph che:”inizierà una nuova linea di pensiero. Non credo che siamo preparati per i risultati. Sono stato preoccupato perché penso che siamo vicini a trovarla e a fare qualche annuncio”.

 

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Le preoccupazioni di Green poggiano sull’assunto che l’ESA ha detto di aver trovato la prova di un sistema di acque sotterranee a livello planetario su Marte. Acqua che come sappiamo potrebbe ospitare la vita, ma di che tipo non si sa. L’esistenza di organismi alieni marziani riapre scenari di pensiero riguardo alla ricerca di somiglianze con la vita sulla Terra.

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Come afferma Green:non c’è motivo di pensare che non ci siano civiltà altrove, perché stiamo trovando esopianeti dappertutto“. Senza citare il paradosso di Enrico Fermi, è tuttavia lecito pensare che delle civiltà si siano potute sviluppare anche su altri pianeti, ma forse siamo troppo distanti per poterci incontrare o siamo in due momenti evolutivi diversi.

Tornando a Marte, l’eventuale scoperta della vita dovrebbe arrivare nel 2020 quando i due rover perforeranno la superficie per prelevare campioni di roccia per analizzarli alla ricerca di materia organica. Campioni che poi verranno inviati sulla Terra per ulteriori analisi.