Nube radioattiva: i fantasmi di Chernobyl tornano ad aleggiare, le novità

Il mondo sta andando un po’ a rotoli: negli ultimi mesi, la questione ambientale si è fatta sentire molto e soprattutto le opinioni pubbliche si sono smosse a grandi masse affinché i Big del mondo potessero iniziare a prendere dei provvedimenti sinceri e funzionali per la salute del pianeta Terra. Sebbene sia passato ancora poco tempo, appare già è evidente che molti siano ancora fermi all’idea che la salvaguardia dell’ambiente sia solo una cospirazione e che continuino ad effettuare operazioni pericolose e senso pensare alla collettività che condivide questo pianeta assieme a loro.

Tra le più recenti opere dannose di cui siamo a conoscenza, vi è la diffusione di una nube radioattiva proveniente dalla Russia. Il mistero attorno a questo accadimento è molto visto che in un primo momento era stato annunciato che nulla di grave era successo, ma con il passare del tempo e diversi test effettuati tutt’altro è stato svelato.

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Nube radioattiva: dopo Chernobyl ecco l’ennesima bufala

Durante le prime ore successive all’esplosione, il governo Russo aveva affermato che la nube sprigionata nel cielo era stata causata dall’esplosione di un missile in fase di test. Molti scienziati, delle zone adiacenti al luogo dell’accaduto, però, avevano già colto alcuni particolari non conformi con il racconto fornito dal governo e a seguito della conduzione di alcuni test sono riusciti a identificare una sostanza molto pericolosa all’interno della nube.

Difatti, aprendo una vera e propria indagine si è scoperto che la nube è stata sprigionata da un luogo coincidente con la fabbrica Russa di Majak e che nell’aria si è dispersa un’ingente quantità di Rutenio 106. A rigor di paragoni molti, inoltre, hanno affermato che i valori di riferimento a tale elemento superono almeno 100 volte quelli registrati a seguito del disastro di Chernobyl.