credito telefonico azzerato

I gestori di telefonia mobile stanno attraversando un lungo periodo di crisi economica. Di fatto all’orizzonte non si prevede una grande prospettiva di mercato, soprattutto con l’arrivo del 5G che, a causa del suo prezzo più elevato, probabilmente rallenterà le entrate delle compagnie. La perdita in termini di fatturato diventa anche seria e desta preoccupazione agli investitori e agli esperti. Attualmente, facendo due conti, si calcolano oltre 11 miliardi di Euro perduti in soli dieci anni.

Compagnie telefoniche: cosa ha rallentato il mercato?

A causa delle numerose truffe e delle frodi a danno dell’utenza, molti clienti si sono allontanati anche dai gestori di telefonia a cui erano legati da anni. Complici poi delle scelte poco sagge, come la fatturazione a 28 giorni, i profitti dei vari operatori son lentamente diminuiti nel corso degli anni.

A causa di questi comportamenti “sleali” infatti, i clienti hanno perso la fiducia nei confronti dei gestori. L’utenza ha iniziato infatti a “switchare” da una compagnia ad un’altra, alla ricerca dell’offerta migliore ma soprattutto, del servizio più efficiente e meno “truffaldino”. Di fatto, rispetto a quindici/venti anni fa, si è perso quel senso di “fidelizzazione” che vi era un tempo

La fatturazione a 28 giorni

Questa abile mossa di mercato operata dalle compagnie è costata molto più del previsto. Le aziende erano convinte che, così facendo, avrebbero introdotto una nuova mensilità da far pagare a tutti i clienti. Invece, tutto ciò ha allontanato i consumatori che, stanchi di comportamenti del genere, hanno optato per il “passaggio al nuovo operatore” ogni tot. mesi, portando quindi molti meno introiti nelle casse delle società di telefonia.

In termini numerici parliamo di una perdita del fatturato di oltre il 27% in circa 8 anni. Se sommiamo a questi dati anche la perdita della qualità delle reti, e la “rivoluzione” che ha portato Iliad l’anno scorso, appare evidente come si sia arrivati ad un simile crollo finanziario in una decade. E i dati non sono preoccupanti solo per l’Italia: stessa sorte è toccata anche al mercato inglese, a quello francese e spagnolo. Come si evolverà il tutto, anche in virtù dell’avvento del 5G nel 2020?