xtream codes iptv

L’operazione che ha portato al sequestro della piattaforma Xtream Codes è finita su tutte le prime pagine dei quotidiani per l’alto numero di persone, stimate in 5 milioni, che potranno essere perseguite penalmente per aver visto migliaia di canali su IPTV senza pagare i rispettivi gestori.

Per chi non conoscesse Xtream Codes, vi diciamo subito che non era una piattaforma IPTV, pertanto non aveva abbonamenti da pagare, ma era una delle app più diffuse per gestire una tv pirata. Cercando sul web si scopre che questi software sono quasi sempre sviluppati nell’Europa dell’Est, e sequestrare uno di questi gestionali potrebbe non arginare il fenomeno delle IPTV illegali.

A ogni modo, da questa vicenda gli inquirenti hanno cominciato a monitorare ogni app o software pensato per le organizzazioni criminali. Gruppi di persone che creano IPTV catturando i segnali dei decoder dalle centrali, per poi gestire la vendita degli IP tramite servizi come Xtream Codes.

 

IPTV: ultime sulla battaglia contro i servizi illegali come Xtream Codes

Ovviamente il sequestro ha lasciato dietro di sé un dibattito lungo da esaurire sul fatto che sia lecito chiudere un software che di base non è illegale. Infatti, gli sviluppatori di Xtream Codes erano colpevoli al massimo di avere come unici clienti le organizzazioni criminali che acquistavano il servizio a 59 euro al mese. Tuttavia, gli inquirenti sostengono che l’azienda produttrice deve avere un ruolo attivo nella rete illegale: per questo è nato il blitz che ne ha decretato il sequestro.

Ma mentre la lotta alla pirateria è lontana da essere vinta, moltissimi utenti temono di essere perseguiti dalle forza dell’ordine, visto che i loro dati sono in mano agli inquirenti. Questo è accaduto perché lo stesso Xtream era organizzato in modo che i clienti venissero tracciati fin dentro le loro case. E non è da escludere che qualche utente finale paghi per tutti, anche solo per dare il giusto esempio contro chi vuole commettere un reato iscrivendosi a un abbonamento IPTV illegale.

 

La lotta alla pirateria online continua

L’operazione dei giorni scorsi ha toccato uno solo dei 5.000 clienti che affittavano il servizio IPTV illegale, mentre ci sono quasi 18.000 server virtuali che andranno spenti o comunque arginati in Europa. Infatti, il sequestro dei server ha coinvolto anche i provider Worldstream in Olanda e OVH in Francia.

Quindi l’indagine su questa maxi truffa ai danni dei veri gestori dei contenuti, come SKY, Netflix e altri, è solo all’inizio. Ne possiamo essere certi perché quei 5.000 clienti intermedi potrebbero nascondere altrettante organizzazioni criminali sparse in tutto il mondo. Criminali che in questi giorni avranno già riorganizzato il loro business con altri software gestionali diversi da Xtream Codes.

Se molti servizi IPTV palesemente illegali con migliaia di abbonati si stanno attrezzando per trovare un nuovo software di gestione, stavolta gli inquirenti non partiranno da un punto morto. Le forze dell’ordine hanno capito che gestire una rete IPTV concerne una serie di competenze tecniche e software che non tutti dispongono. Dunque, se è difficile rintracciare i milioni di utenti finali, se è altresì impossibile spegnere tutti i server virtuali nel mondo, trovare chi crea i software di gestione da oggi sarà molto più semplice. 

Pirati, siete avvertiti.

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