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Dopo un lungo stop dovuto ai problemi del sistema MCAS, il Boeing 737 Max è finalmente tornato a volare. Grazie ad un autorizzazione speciale dell’EASA infatti, la compagnia aerea Air Italy è riuscita a riportare a Milano Malpensa uno dei suoi velivoli. Lo stesso stazionava infatti da circa 6 mesi nello scalo egiziano del Cairo, senza aver avuto la possibilità di rientrare nella sede del vettore.

Oltre alla causa accertata dei due incidenti in Indonesia ed Etiopia, sarebbero presenti altri importanti difetti che minerebbero la sicurezza del velivolo americano. Il primo è legato alle lamelle di congiunzione delle ali, il secondo alla chip della stabilizzazione. Nessun problema comunque per il volo di trasferimento, avvenuto in un regime controllato nei minimi particolari.

Boeing 737 Max: le condizioni di sicurezza adottate per il volo

La missione di trasferimento dall’aeroporto del Cairo a Milano Malpensa è avvenuta senza problemi con stringenti misure di sicurezza. Si è infatti cercato di volare al di sotto delle soglie di attivazione dell’MCAS, evitando quindi epiloghi analoghi a quelli avvenuti in Etiopia ed Indonesia.

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La velocità massima di crociera è stata infatti di soli 444 chilometri orari. I due piloti italiani Marco Landoni e Riccardo Criscuolo hanno inoltre mantenuto la quota di volo di 18.000 piedi, viaggiando con i flap in “posizione 1”. Dopo 5 ore di volo il velivolo è finalmente atterrato nello scalo milanese, dove verrà fermato fino a quando la situazione non sarà chiarita. Sembrerebbe però che la società americana sia intenzionata a risolvere ogni problematica non oltre l’inizio del 2020.

Boeing ha perso molto terreno rispetto al rivale Airbus e dovrà faticare particolarmente per riguadagnare la posizione persa. Rimane poi da chiarire come verrà riguadagnata la fiducia di vettori e passeggeri di tutto il mondo.