tassa sui contanti

Il Ministero Economia e Finanza vuole penalizzare gli Italiani che a partire dal 1° Gennaio 2020, non utilizzeranno mezzi di pagamento tracciabili come bancomat e carte, ponendo una tassa sui contanti.

Al momento questa soluzione è ancora allo stato di ipotesi che il Ministero dell’Economia e delle Finanze sta studiando per “disinnescare i 23 miliardi legati alle clausole di salvaguardia”, e per ridimensionare l’effetto dell’incremento dell’IVA. Come dichiarato dal viceministro Massimo Garavaglia, il piano del MEF prevede un aumento dell’IVA che verrà però rimborsato solamente ai cittadini che effettueranno pagamenti col bancomat.

Tassa sui contanti: il piano del Ministero Economia e Finanze

In base alle stime di cui sopra, l’aliquota IVA passerà dagli attuali 22% al 25,2%, mentre la tassazione agevolata passerà dal 10% al 13%. Il MEF starebbe appunto studiando un sistema che premierà coloro che effettueranno pagamenti con bancomat o con carte di credito. Evitando di fatto la tassa sui contanti, la differenza di aliquota verrà restituita nel 2021, mentre chi continuerà a pagare in contanti lo farà con l’aliquota maggiorata.

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Del come verrà erogato il rimborso non si sa ancora molto ma, dal momento che a partire dalla stessa data di gennaio 2020 entrerà in vigore la lotteria degli scontrini, un’ipotesi plausibile è che l’utente possa fornire il codice fiscale, in modo che il rimborso dell’IVA funzioni come quello dei farmaci.

Una strategia tracciata anche dal viceministro del MEF, la quale non solo permetterebbe un recupero dell’evasione fiscale di circa 20 miliardi di euro, ma stimolerebbe i pagamenti tracciabili come bancomat e carte di credito a contrasto all’evasione.