Negli ultimi anni molti cittadini hanno fatto spese “pazze”, spesso non congruenti con lo stipendio percepito ma soprattutto, dichiarato. Con il famoso redditometro infatti, si sarebbe potuto mettere fine a tale situazione grazie a controlli fiscali precisi fino al centesimo. Lo strumento avrebbe quindi controllato la disparità monetaria fra le spese in uscita all’interno di un nucleo familiare, e i guadagni percepiti dallo stipendio o dalle fatture emesse.

Senza il redditometro però non bisogna cantare vittoria. La Finanza, l’Agenzia delle Entrate e il Fisco hanno ideato un metodo per combattere l’evasione fiscale, nonostante il blocco del software sopracitato. I controlli canonici della GdF continueranno comunque, mentre la famosa arma messa in mano all’Agenzia delle Entrate sarà retroattiva fino alle dichiarazioni dei redditi del 2016.

Evadere le tasse non sarà comunque possibile. Noi infatti ricordiamo che al di là degli strumenti in questione, redditometro o evasometro che sia, l’evasione fiscale è un reato penale perseguibile dalla Legge. Il nostro consiglio è quello di essere sempre onesti dichiarando ogni centesimo guadagnato e di rifiutare qualsiasi proposta di lavoro “in nero”, denunciandola immediatamente alle autorità competenti.