offerte operatori telefoniciNel corso degli ultimi nove anni gli operatori telefonici hanno perso il controllo del mercato offerte a causa di scelte sbagliate e dell’ingresso in scena di nuovi protagonisti. Gli analisti stimano un buco finanziario di 11 miliardi di euro. I nuovi grafici di dettaglio basati sullo studio dell’andamento di mercato descrivono una situazione critica per TIM, Wind, Tre e Vodafone. Ecco tutti i dettagli completi.

 

Grandi ammanchi per il mercato degli operatori di telefonica: folle corsa alle offerte, ma serve a poco

Il processo di fatturazione a 28 giorni ha giocato un brutto scherzo ai gestori di servizio telefonico. Il tentativo di introdurre la tredicesima mensilità ha minato la fiducia del cliente ponendo in essere la necessità di una offerta low-cost quanto mai trasparente e stabile nel tempo. Tutto si è perciò aggravato con l’arrivo di Iliad, che ha dato il via ad ondate di nuove promozioni inutili che non hanno migliorato affatto la situazione in chiave finanziaria.

Il rapporto degli utili degli ultimi anni è calato progressivamente sia per la telefonia fissa che mobile, dove si registra un andamento negativo del fatturato compreso tra il 24 ed il 27% a partire dal 2011. Il tentativo di rimettere tutto in piedi ha penalizzato la crescita in digitale delle infrastrutture, decretando un passo indietro dell’Italia rispetto alla media europea. Il prospetto informativo, estrapolato dal lavoro del prof. Andrea Rangone, esperto di TLC, e CEO di Digital360, ha manifestato i seguenti risultati.

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Anche nei Paesi UE la situazione non è delle migliori. La riduzione dei ricavi è netta soprattutto in Regno Unito, Francia e Spagna. L’effetto Iliad non ha certo aiutato ed anzi ha contribuito a sfaldare ulteriormente il solido terreno finanziario dei gestori, ora costretti a puntare a ribasso per i costi aumentando di conseguenza i contenuti delle promo.

Nonostante questo il tasso di copertura per la banda larga ha subito una timida impennata in linea con gli standard europei di settore. In Francia e Spagna, difatti, la guerra alle promozioni è ormai chiusa e si osserva una migliore predisposizione all’ottimizzazione dei processi digitali che convergono in direzione di un servizio migliore a fronte di prezzi al dettagli decisamente più elevati rispetto alla media italiana.