L’umanità è destinata a scomparire per sempre: terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, uragani ed altre catastrofi porranno fine alla razza umana… o almeno questo è quanto profetizzato da Ezechiele, una teoria alla quale è stato dato molto credito dopo la diffusione di alcune immagini scattate dal fotoreporter israeliano Noam Bedin.

Il fotografo del progetto Dead Sea Revival Project, avrebbe infatti immortalato dei pesci nuotare nel Mar Morto. Stando a quanto profetizzato da Ezechiele, per il quale il ritorno della vita in una regione così inospitale sarebbe corrisposta la fine del mondo, ciò sarebbe stato il terribile presagio della profezia biblica. Ma cosa nascondono, in realtà, le immagini scattate dal fotoreporter israeliano?

La fine del mondo è vicina, la verità sulla profezia di Ezechiele

Secondo la Bibbia, l’area intorno al Mar Morto sarebbe stata in passato una delle regioni più fertili, per poi divenire del tutto inospitale a seguito alla distruzione di Sodoma e Gomorra, evento che ne ha modificato per sempre l’assetto idrogeologico, impedendo la formazione di Vita. Il ritorno dei pesci d’acqua dolce nel bacino del Mar Morto sarebbe dunque stato presagio della temuta fine del mondo, dell’Apocalisse.

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Ebbene, in una delle foto scattate da Noam Bedin venivano proprio ritratte forme di vita nel Mar Morto. Ma il fotoreporter a capo del progetto Dead Sea Revival Project ha provveduto a chiarire quanto fotografato, comunicando che quello immortalato nelle sue foto non era era il lago salato in senso stretto, ma pesci che sguazzavano in alcune conche d’acqua dolce nei pressi del lago.