onde gravitazionali

Da un punto remoto dell’Universo è arrivata la prova di onde gravitazionali probabilmente generate dallo scontro di proporzioni immani tra un buco nero e una stella di neutroni. Dal 14 agosto, ora tutti i telescopi del mondo sono puntati verso quella regione di spazio dove è avvenuto il cataclisma. Si cercano nuovi segnali di luce dell’evento ma, soprattutto, si vogliono trovare prove concrete che uno scontro così colossale abbia deformato il tessuto dello spaziotempo.

Sebbene l’evento sia stato rilevato dagli interferometri Ligo e Virgo (due particolari osservatori dediti alla ricerca delle onde gravitazionali), una scoperta del genere deve ancora essere confermata. Come spiega Marica Branchesi, astrofisica del Gran Sasso Science Institute:”c’è un’alta probabilità che si tratti di un buco nero e una stella di neutroni, ma occorrerà una lunga analisi per confermare la stima delle masse”.

 

Onde gravitazionali: ecco le novità sul cataclisma cosmico

Le informazioni dell’onda gravitazionale ci indicano che l’evento è avvenuto a circa 780 milioni di anni luce da noi, e probabilmente i due attori del grande botto sono figli di una stella enorme ormai esplosa. La densità della materia che li compone è elevatissima, e alla fusione dei due oggetti cosmici rotanti a velocità prossime alla luce probabile si sia generata una minuscola increspatura del tessuto spaziotemporale.

Inoltre, è la prima volta che un cataclisma cosmico di questo tipo si palesa, e la massa è uno dei parametri che ci indica di quali oggetti abbiamo percepito l’esistenza. Branchesi sottolinea che:”c’è sicuramente un buco nero, se l’altro non dovesse essere una stella di neutroni sarebbe un altro buco nero ma parliamo di masse piccole. Sarebbe comunque molto interessante perché non è facile da spiegare dal punto di vista astrofisico, anche i nostri modelli sarebbero in difficoltà”.

Appena si è conosciuta la natura del segnale, tutti telescopi del mondo hanno ricevuto le indicazioni su dove puntare le loro lenti. Secondo Branchesi:se trovassimo la controparte elettromagnetica del fenomeno potremmo studiare l’espansione dell’Universo, come si comporta la materia in un sistema a densità enormi e in condizioni di gravità estreme. Ma anche senza emissione di luce, potremmo sapere come si comporta un buco nero quando inghiotte una stella. In un sistema binario che pensavamo esistesse ma non avevamo mai osservato”.

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