Il bollo auto viene definito anche come “calcolo della tassa regionale automobilistica“. Altro non è che un pagamento che tutti i possessori di automobili devono effettuare. A dirlo è il Pubblico Registro Automobilistico. Viene pagato annualmente chi ha ha una o più autovetture.

L’importo di tale tassa dipende dalla potenza del veicolo (solitamente espressa in kW o in cavalli) e dal suo impatto sull’ambiente, ovvero da quanto inquina. Ogni regione ha dei parametri differenti e l’importo varia di regione in regione.

Gli automobilisti possono verificare quanto pagheranno attraverso lo strumento per il calcolo messo a disposizione sul sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate.
L’odiata tassa si può pagare presso le poste, un’agenzia di pratiche automobilistiche, in tabaccheria, all’ACI o online.

Al momento il bollo deve essere pagato per le macchine nuove entro il primo mese di immatricolazione. Si è esenti solo in caso di furto dell’auto, di demolizione o vendita. Oppure ancora se il proprietario è invalido, o la vettura appartiene alle auto storiche o se ha un motore a basso impatto inquinante sull’ambiente (GPL, metano, ibrido).

Bollo auto: si potrebbe dire “addio” ma l’ultima parola spetta alle regioni

Non si parla ancora di abolizione, nonostante il Movimento 5 Stelle dichiara di volerlo cancellare. Alla base però ci sarà una netta riduzione, per poi passar “la palla” all’Unione Europea che emetterà un nuovo regolamento.

Dalle ultime indiscrezioni, sembra che il bollo auto 2.0 si pagherà in base alle emissioni di CO2 della propria vettura. Ciò favorirà l’incremento di auto a basso impatto inquinante come le elettriche, le GPL (o quelle alimentate a metano) e le ibride.

La Corte Costituzionale invece, ha autorizzato le singole Regioni a ridurre, aumentare o abolire l’odiata imposta a seconda dei casi. Ogni autonomia locale potrà agire indipendentemente, anche se, qualora ci fosse qualche caso di abolizione, non vi sarà il supporto o l’avvallo della Corte in questione.