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Se la rete si sta sviluppando verso il 5G, i dispositivi elettronici restano le vittime preferite degli hacker, i quali sembrano interessarsi ultimamente alle fotocamere digitali. Come evidenziato da uno studio della società Check Point Software Technologies, si sta affacciando un nuovo rischio per i device connessi al wifi.

Infatti, il ricercatore dell’azienda si è concentrato sul protocolloPicture Transfer Protocol“, uno standard simile al TCP/IP che l’International Imaging Industry Association usa per il trasferimento di immagini e video dalle fotocamere ai computer, oltre a gestire l’aggiornamento firmware.

 

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L’attacco è stato osservato proprio al momento della connessione, laddove il protocollo PTP diventa suo malgrado un cavallo di troia: simulando un attacco hacker, Check Point ha dimostrato di poter facilmente introdurre del codice maligno. La fotocamera utilizzata nel test è la Canon EOS 80D, una macchina fotografica reflex con Dual Pixel CMOS AF e sensore da 24,2MP. Appena connessi, l’attacco wireless è stato eseguito in pochi secondi, decriptando il contenuto della SD card presente al suo interno.

Estorcere piccole somme di denaro a fotografi ignari è lo sport preferito dagli hacker, e le vittime sono disposte a pagare pur di riavere indietro i propri contenuti. Tutti gli sforzi profusi da Check Point per anticipare tale scenario e mettere in guardia gli utenti vuole che sia recepito anche dai produttori di fotocamere digitali che utilizzano il protocollo PTP.

In particolare, Check Point ha già allertato Canon lo scorso marzo, e la casa giapponese ha prontamente chiuso la vulnerabilità con lo stesso aiuto del produttore di antivirus. Ovviamente il problema è più esteso e non si può ricondurre a poche marche produttrici, vista l’adozione di questo standard PTP.

Una delle soluzioni è creare un nuovo protocollo di trasporto, uno che si adegui presto alla iper connessione che c’è tra fotocamere digitali e gli smartphone.