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Lo scandalo della truffa dei diamanti non accenna a far scemare le attenzioni dei media, poiché ancora a luglio 2019 le vittime dei raggiri sull’acquisto di preziosi a prezzi gonfiati stanno ancora aspettando delle risposte dalla magistratura. A febbraio la Procura di Milano aveva predisposto un sequestro preventivo pecuniario del valore di 700 milioni di euro, a cui poi se ne aggiunse un secondo di entità minore, imputato alle banche BPM, Unicredit, Intesa Sanpaolo.

Al centro della bufera c’è l’ex amministratore delegato della Intermarket Diamond Business (IDB), Claudio Giacobazzi. I pm Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda della Procura milanese hanno seguito il filone d’indagine tracciato da Grazia Colacicco, la collega pm che pochi mesi fa ha posto in stato di accusa 5 istituti di credito.

Truffa dei Diamanti: riavvolgiamo il nastro degli eventi

La truffa si è dipanata tra il 2012 e il 2016, ma è venuta a galla soltanto nel 2018, quando ormai la rete delle vittime contava personalità illustri e migliaia di correntisti. Secondo quanto riportato dalle sentenze, la vendita di preziosi a prezzi gonfiati permetteva ai criminali di coinvolgere sempre più investitori interessati a lucrare su tassi di rendimento annuo così forti.

Lo spiega bene una nota da un articolo de La Repubblica:”venivano fatti apparire come un “bene rifugio” garantendo un rendimento costante annuo del 3-4% del capitale, molto più di un qualsiasi titolo di Stato. Lo dimostravano, dicevano, le quotazioni di mercato stampate su un giornale economico, che però non erano che un listino prezzi (gonfiato rispetto ai valori reali) pubblicato a pagamento furbescamente sulle pagine dei titoli di Borsa”.