truffa dei diamanti

Nuovi risvolti riguardanti la Truffa dei Diamanti hanno visto la luce. Dopo l’iniziale sequestro in via preventiva di febbraio, dove la Guardia di Finanza aveva prelevato 700 milioni di euro, ne arriva un secondo ammontante a 3,4 milioni disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale locale. Questa volta, però, l’operazione non ha compreso gli istituti bancari, ma bensì gli eredi dell’imprenditore Claudio Giacobazzi (ex amministratore delegato della IDB, società responsabile della truffa).

Nonostante ciò, la vicenda sembra essere ancora lontana da una sua conclusione: analizziamo gli ultimi dettagli.

Truffa dei diamanti: le vittime richiedono di essere risarcite

La maxi Truffa dei Diamanti scoppiata a febbraio ma avente avuto luogo tra il 2012 e il 2016 è ancora lontana dall’essere archiviata. Con 68 indagati ufficiali e istituti bancari come Unicredit, Intesa SanPaolo e BPM partecipi del fattaccio, la Procura di Milano non è pronta a chiudere i fascicoli.

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Nonostante ciò, tra il susseguirsi di notizie negative sembra essercene una positiva e che potrebbe fare strada a tutte le vittime del misfatto. Finalmente il Tribunale di Verona ha proceduto con il validare la prima e vera vittima della truffa, dichiarandosi (con sentenza) a favore di una cliente del Banco BPM. Sebbene la signora protagonista della storia sia deceduta, l’erede è riuscito ad aver ragione e ad ottenere un ristoro di quanto investito dalla defunta. Questa vicenda potrebbe aprire le acque a tutti gli investitori che negli anni sono rimasti coinvolti dalla truffa.

C’è da dire, infine, che le banche coinvolte hanno già iniziato a rimborsare la propria clientela al prezzo originario dell’acquisto delle pietre e mettendo a disposizione diversi servizi di customer care.