riconoscimento facciale

Axon (formalmente conosciuto come Taser) ha spostato il suo business verso le telecamere del corpo per gli ufficiali di polizia negli ultimi anni, ma oggi, la società sta facendo un grande cambiamento. Su consiglio del suo comitato etico dell’IA, “Axon non commercializzerà prodotti per il face matching sulle nostre fotocamere”, ha annunciato oggi la società in un post sul blog.

Lo scorso aprile Axon ha fondato il proprio comitato per approfondire l’etica dell’intelligenza artificiale e infromare meglio la polizia, questo aiuterà l’azienda su come sviluppare prodotti eticamente validi ed efficaci sul campo. Il primo rapporto del consiglio è stato pubblicato oggi, e una particolare è stata rivolta verso il diveto di utilizzo della tecnologia di riconoscimento facciale.

La tecnologia di riconoscimento facciale non è al momento sufficientemente affidabile

Secondo la relazione della commissione, “la tecnologia di riconoscimento facciale non è al momento sufficientemente affidabile per giustificare eticamente il suo uso su fotocamere indossate dal corpo di polizia“. Commento che continua, e si parla di una tecnologia più accurata che “funzioni egualmente bene su razze, etnie, sessi” e altri gruppi di identità, una conversazione che il consiglio ha iniziato a esaminare attentamente.

Il consiglio inoltre si è espresso a favore di consentire agli utenti (ad esempio, agenti di polizia) di personalizzare il software di riconoscimento facciale se fa parte dei prodotti futuri al fine di prevenire l’uso improprio, raccomandando anche che qualsiasi giurisdizione che pianifica di utilizzare la tecnologia di riconoscimento facciale dovrebbe farlo attraverso “processi aperti, trasparenti, e democratici”.

La decisione di Axon di non mettere il software di corrispondenza facciale sulle telecamere del suo corpo di polizia non si spinge fino ai suggerimenti del consiglio. Il blog post della società chiarisce che Axon continuerà a ricercare e perseguire la tecnologia di riconoscimento facciale. Ciò implica che la società spera ancora che si tratti di “quando” anziché “se“, e allora sarà in grado di aggiungere la tecnologia ai suoi prodotti.