unicredit

Da qualche mese a questa parte si sta sentendo frequentemente parlare di questa truffa dei diamanti, ordita dagli stessi istituti bancari contro gli interessi dei propri clienti.

La truffa, infatti, è stata sì congegnata da due società di rivendita dei diamanti (Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment), ma l’attuazione pratica risulta essere stata delegata alle banche Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi, Banca Aletti e Banco BPM.

A vario titolo, tutte le banche citate risultano indagate per aver funto da tramite tra i clienti e l’acquisto di diamanti dalle società anzidette. Mentre in precedenti spiacevoli situazioni le banche sono venute fuori dal processo senza riportare alcun danno, in questo caso esse sono state individuate come concorrenti di queste operazioni. Senza la mediazione dei consulenti finanziari, infatti, nessuno sarebbe entrato a contatto con questa realtà e si sarebbe avvicinato tanto da volerci investire.

Truffa dei diamanti: gli ultimi aggiornamenti

Ed è proprio su questo punto che la Procura di Verona si è espressa (prima di molte altre procure), riconoscendo piena responsabilità e colpa nelle banche coinvolte. In particolare, la Procura si è pronunciata su Banco BPM, mentre si attende ancora che la Procura di Milano, durante l’udienza del 21 ottobre, dia una svolta ben precisa alle indagini.

Contestualmenre, però, la Procura di Verona ha condannato al risarcimento Banco BPM, il quale, come gli altri istituti bancari, aveva fatto da intermediario nel convincere i clienti a investire su questo paventato “bene rifugio” che, in realtà, possedeva un terzo del valore per cui era stato acquistato.