bollo auto 2019

Secondo i dati ISTAT, il bollo auto è aumentato del 17,7% negli ultimi cinque anni, che tradotto in cifre ha ingrossato la spesa record per questa tassa giudicata iniqua a 6,7 miliardi di euro. Sebbene proprio in questi giorni la Corte Costituzionale ha sentenziato che le Regioni possono applicare delle esenzioni sulla tassa di possesso, il salasso a danno degli Italiani è stato tuttavia sanguinoso.

Come riferisce Uecoop in un comunicato stampa, ”fra il 2013 e il 2017 le tasse pagate dagli italiani per la macchina sono aumentate al ritmo medio di oltre 200 milioni di euro all’anno. Il costo del trasporto privato è poi appesantito da quello dei carburanti, con l’Italia che è fra i Paesi al mondo dove la benzina è più cara. Il bollo auto si somma così alla spesa carburanti con pesanti ripercussioni sia sui bilanci delle famiglie che delle imprese”.

 

Bollo auto: nel 2019 aumenti che si bilanciano

Riguardo agli aumenti, per bocca del ministro dell’ambiente Sergio Costa il Governo vuole utilizzare il bollo auto per colpire principalmente i veicoli più inquinanti. In pratica sarebbero penalizzati tutti i possessori di automobili Euro 3 ed inferiori.

Paradossalmente se prendiamo tutte le categorie di motori nel complesso, gli aumenti del bollo auto 2019 si bilanciano con i risparmi. Infatti i proprietari di vetture di categoria Euro 6 pagheranno un importo da 2,58 a 3,87 euro per Kw a seconda della potenza; le auto di categoria Euro 3 pagheranno un importo da 2,70 a 4,05 euro al Kw. Giungendo alle categorie più basse, troviamo che i proprietari di veicoli Euro 2 pagheranno 2,80 euro al Kw, mentre gli Euro 1 o Euro 0 avranno un balzello di 2,90 e 3,00 euro al Kw.

Quindi, l’escamotage del Governo non accontenta né delude, poiché il loro obiettivo era evitare qualsiasi tipo di aumento del bollo auto 2019. A parità di potenza dei veicoli, quelli meno inquinanti pagheranno un importo inferiore rispetto a chi possiede una vettura obsoleta.