huawei-sistema-operativo-proprietarioHuawei sta cercando di raccogliere fondi per circa 1 miliardo di dollari. Questa sarà la sua prima raccolta fondi da quando c’è stato il ban da parte del governo negli USA.

L’azienda sta cercando di ottenere circa 1 miliardo da un piccolo gruppo di istituti di credito. In realtà, l’azienda ha dichiarato che non è una risposta al ban. Trattasi invece di una reale esigenza che sussiste a prescindere dai recenti avvenimenti. La compagnia spera di poter restituire prima possibile tutti i soldi raccolti. Tra l’altro, non ci sono garanzie, ma si possono fare supposizioni. In base alle modalità con cui varieranno i prezzi si avrà un’idea complessiva di come viene considerata Huawei dal mercato globale.

Dopo il ban degli USA per Huawei, l’azienda organizza una raccolta fondi ma è solo una coincidenza

Attualmente, la società ha già circa 37 miliardi di yuan (5,3 miliardi di dollari) in prestiti bancari non garantiti. Circa 2,8 miliardi di yuan in un solo anno. Sembra molto, ma Huawei ha liquidità e disponibilità equivalenti a circa 2,6 volte il totale dei prestiti, a partire dall’ultimo rapporto trimestrale. Quindi non ha un disperato bisogno di denaro, a differenza ad esempio di società come Sprint. Le società come Huawei fanno tipicamente raccolta fondi una volta all’anno o giù di lì, per incrementare le entrate. Quel denaro è usato per reinvestire in cose come ricerca e sviluppo.

Gli analisti ritengono che ad esempio le spedizioni di Huawei scenderanno di circa il 25 percento in questo trimestre. Per un’azienda che è tra i primi tre produttori di smartphone in tutto il mondo (due o tre, a seconda del report che si guarda), questo è in realtà un numero piuttosto significativo. Indica che per Huawei si prevedono meno entrate. Il divieto degli Stati Uniti sta avendo un effetto su tutte le sue attività. Trattasi del più grande fornitore di dispositivi di networking, e questo è il business che gli USA stanno davvero prendendo di mira. Soprattutto perché il governo teme che Huawei sia usato dai cinesi per spiare i propri utenti.