truffa diamantiLa famigerata truffa dei diamanti continua a riempire gli spazi delle nostre testate con nuove informazioni. Abbiamo scoperto che si è trattato di un giro di azioni fraudolente volte a prosciugare i fondi degli investitori. A farsi carico del malaffare sono state IDB (Intermarket Diamond Business) e DPI (Diamond Private Investment). Le due società, tutt’ora sotto indagine, hanno indirettamente coinvolto Sanpaolo, Unicredit ed altri istituti bancari italiani. Questi ultimi sono stati accusati di responsabilità amministrativa ed a loro spetta il risarcimento dei clienti lesi dalla vicenda. Ci sono delle difficoltà. Scopriamo qual’è la situazione attuale.

 

La truffa dei diamante non concede ancora i rimborsi

La faccenda dei diamanti ha origini che si perdono nelle azioni fraudolente delle due intermediarie romane e milanesi. Hanno supervalutato i preziosi attribuendo loro più valore di quanto realisticamente possibile. La valutazione è stata volutamente alterata raddoppiando le quote. Ciò ha spinto i clienti ad investire sempre più denaro, per poi trasparire una bufala di alto livello. Il giro sospetto ha causato ammanchi per un volume totale di 700 milioni di euro, coinvolgendo anche illustri personalità del mondo dello spettacolo, della musica e della moda.

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Le false promesse di facili guadagni hanno attirato i clienti traendoli in inganno. I soldi sono andati perduti mentre le responsabili hanno dichiarato fallimento dopo l’apertura di un fascicolo da parte degli inquirenti della Guardia di Finanza. Le autorità hanno stabilito l’ammontare dei risarcimenti, ma gli sviluppi ed i retroscena ancora in corso maturano un ritardo notevole nell’elargizione dei rimborsi. Le tempistiche non sono state ancora definite con precisione e si resta in attesa di ulteriori ragguagli ed informazioni aggiuntive.